lunedì 17 ottobre 2011

Mark Knopfler – “Get lucky”

Mark Knopfler – “Get lucky”

domenica, settembre 20, 2009
di Riccardo Renda

Knopfler_Get_Lucky

Ad ogni uscita discografica solista di Mark Knopfler il paragone con il passato dei Dire Straits è sempre dietro l’angolo, pronto a balzare fuori come un sicario. Ogni nota viene sviscerata cercando di trovare, spesso inutilmente, tracce dei giorni che furono, si trattasse solo di un accordo o di un giro armonico capace di dar sollievo da quella che, per i fan, è divenuta una vera e propria crisi di astinenza. Ed è un vero peccato, poiché ciò ha finito con l’offuscare immeritatamente una carriera solista di tutto rispetto e costruita con grande mestiere. Carriera che il 14 settembre si è arricchita di un nuovo capitolo: “Get Lucky”, il nuovo album solista di Mark Knopfler.

Lungo l’arco di 11 tracce si dipana un filo che narra il passato come presenza vitale. Un passato costruito non sui trascorsi artistici di Knopfler, bensì sulla sua formazione musicale, edificata su basi che parlano la lingua del blues, il vocabolario del folk e la sintassi del country. La riscoperta delle radici non è una novità. Tutti i suoi album precedenti (come lo splendido “Shangri-la”) sono stati intrisi di amore viscerale per il country e il blues. Un viaggio che, dall’America più rurale ed autentica, lo ha portato a risalire alle radici celtiche, ricercando l’origine primordiale dei suoni: dal Delta del Mississipi, passando per Nashville, sino a giungere alle Highlands. In un’altra vita avrebbe potuto essere un rigattiere o anche un restauratore e “Get Lucky” non lo smentisce, proseguendo la ricerca di questo percorso di sintesi ideale tra i generi. Un obiettivo chimerico ed inarrivabile, ma che qui sembra essere giunto vicino al suo compimento. In maniera naturale, senza artifici né eccessi. Come impone la lezione della musica popolare.

Da segnalare il brano d’apertura “Border Reiver”, una cavalcata sui verdi prati d’Irlanda. La ballata “Before gas & tv”, la cui notevole coda finale è affidata alle corde della fedelissima Gibson Les Paul. “You can’t beat the house”, un blues sporco e ruvido al punto giusto, che lascia solo presagire a cosa potrebbe dar vita Knopfler se si abbandonasse ad una jam session. Nella parte centrale un’atmosfera godibile ma scontata cede il passo ad una generale caduta di tono. E’ il preambolo alla sequenza finale caratterizzata da quattro ballate, tra cui la delicata “Remebrance days” e “So far from the Clyde”, forse il brano più bello dell’album.

Se vi ostinate a cercare ancora i Dire Straits, resterete quindi delusi. Manca il guizzo del rocker. L’assolo decisivo. Rispetto ai lavori precedenti, peraltro, la chitarra è ingiustamente retrocessa da protagonista a gregario di lusso. In primo piano viene però elevata la voce di Knopfler: calda, pastosa e profonda. Strumento ideale per narrare storie lontane e intense, che non di rado si elevano a poesia. Come in “So far from the Clyde”, commovente addio di un capitano alla propria nave in dismissione, o in “Piper from the end” dedicata allo zio morto giovanissimo in guerra.

E’ un segno del tempo che passa. Oggi Knopfler è un borghese sessantenne che non sfodera più l’energia di “Sultans of swing”, né tanto meno la spensieratezza di “Walk of life”. Preferisce, invece, sedersi davanti al camino o nel fumoso pub sotto casa, raccontando storie di blues andati davanti un buon bicchiere. Non innova e, in fin dei conti, quel country-pop in tonalità minore è già uscito diverse volte dalla sua “fabbrica”, tanto che, tra una nota e l’altra, emerge spesso un senso di autocitazione. Però quella familiarità rassicura e conforta. E’ un po’ come ascoltare i racconti degli anziani. Li abbiamo sentiti tante di quelle volte, che ne conosciamo il finale. Eppure, per rispetto o affabulazione, non si riesce a resistere alla voce di un passato che, in fin dei conti, è anche il nostro.

L’album in una battuta: rassicurante.

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Mark Knopfler – “Get Lucky”

(Mercury)

Tracklist:

1. Border Reiver
2. Hard Shoulder
3. You Can’t Beat The House
4. Before Gas & TV
5. Monteleone
6. Cleaning My Gun
7. The Car Was The One
8. Remembrance Day
9. Get Lucky
10. So Far From The Clyde
11. Piper To The End

L’album è disponibile in quattro versioni:
- cd
- cd + dvd in digipack
- deluxe edition (cd / dvd / bonus cd con tre inediti / bonus dvd / doppio vinile / diversi gadget)
- download digitale su iTunes con un brano inedito in più


pubblicato su:
http://www.italianotizie.it/?p=3972

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