Mario Venuti – “Recidivo”

Mario Venuti appare sulla copertina dell’album esibendo un elegante look western, con tanto di Stetson in testa e Colt in fondina. Ma se vesta i panni di un eroe romantico, di un avventuriero o un di fuorilegge è un dettaglio che, agli occhi di chi osserva, non viene svelato. Lui ne è conscio e del mistero di questa ambiguità ama prendersi gioco, sin dal titolo. Quello del West, in fondo, altro non è che un divertimento di infantile memoria, in cui l’appartenenza ad una fazione è solo una sfumatura: una parte da interpretare o un ideale da difendere.
Le nuances sono proprio la chiave di volta per comprendere “Recidivo”, ultima fatica discografica del cantautore siciliano. Molteplici le sfumature liriche e sonore che, nota dopo nota, vengono svelate.
Dall’intimismo al rock, dal pop al classicismo, dalla poesia all’ironia. Ci si ispira a Luigi Tenco, a Morrissey, a Sergio Endrigo, a Battiato. Un insieme talmente vario ed eterogeneo da disorientare ed apparire irrazionale, ma che diviene coerente grazie ad una grande maestria posta al servizio della composizione. Un merito che va doverosamente condiviso con Pippo “Kaballà” Rinaldi, uno dei più dotati compositori italiani, la cui collaborazione ai testi è stata, ancora una volta, complice preziosa.
In origine, il lavoro doveva articolarsi in un concept album arrangiato per archi, sulla falsariga di “The Juliet Letters” di Elvis Costello. Il progetto ha poi mutato forma, seguendo un percorso diverso, come dettato dall’istinto e dagli inquieti sbalzi d’umore, che rende le tracce quasi degli stati dell’anima in cui ritrovare frammenti di vita vissuta o soltanto immaginata, che svelano cicatrici vecchie come ricordi e sogni mai arresi all’incombere dell’alba.
“La virtù dei limoni”, dedicata al padre, è una prova di grande e rara intensità emotiva. La malinconica introspezione di “Spleen #132”, arricchita dalla voce di Franco Battiato, richiama alla mente melodie di altri tempi, quelle che resero grande la nostra musica. Suoni, quelli della scuola cantautorale italiana degli anni sessanta, che ritroviamo spesso, come in “Galatea” o nella deliziosa “Un cuore giovane”, un duetto con Cesare Cremonini che sorprende per il perfetto equilibrio. Impossibile, poi, non abbandonarsi all’abbraccio della sofferta dolcezza di “Una pallottola e un fiore”, primo singolo estratto.
Non meno validi gli episodi più briosi del cd. Momenti di pop a tutto spessore, come in “Lasciami andare” – una costruzione armonica classica con un introduzione in stile new wave e uno sviluppo beatlesiano – o in “Recidivo”, in cui si narra una storia di ordinaria bisessualità, con garbo e ironia, al di fuori di schemi e banali luoghi comuni. In “Il paradiso non è per te” sembra di essere tornati ai tempi dei Denovo (riferimento che qua e là fa capolino in vari brani, per la gioia mai sopita di chi li ha amati). Tiratissima “La vita come viene”, storia di una prostituta con il cameo azzeccatissimo di Carmen Consoli che colora il testo di tinte sacre e profane.
La conclusiva “Il milione” apre la porta ad un’ampia orchestrazione che dilata le prospettive sonore facendole sfociare verso i territori cari alla tradizione classica.
Dopo aver ascoltato le 12 tracce l’enigma diviene meno oscuro.
Più che un cowboy fuori dalla legge, Mario Venuti appare sempre più come un artista fuori dagli schemi e fuori dal tempo. A noi piace immaginarlo come un uomo di frontiera, in bilico sui generi musicali e sugli stereotipi della società. Che scruta l’orizzonte con curiosità, in cerca di forme sempre diverse per esprimersi, di nuovi spazi in cui far muovere le note, alla ricerca di un’ideale di bellezza sonora talmente sublime da rivelarsi forse effimero ed irraggiungibile. La prateria che fa da sfondo alle immagini del booklet diviene così un simbolo di libertà espressiva, di fuga dalle gabbie sociali imposte dalla quotidianità.
“Recidivo” è un tassello ulteriore ad una carriera che dura oramai da ben ventotto anni. Ma soprattutto è la conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di come Mario Venuti sia un cantautore di grande talento e sensibilità. Uno dei pochi in Italia capaci di conferire alla parola “pop” piena dignità espressiva. E in questi tempi, in cui la musica si nutre più di ovvietà che di inventiva, è un pensiero che consola e rassicura.
L’album in una battuta: istintivo
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Mario Venuti – “Recidivo”
(Universal)
Tracklist:
01. Impulsi primari
02. Recidivo
03. Una pallottola e un fiore
04. Lasciami andare
05. Spleen #132 (con Franco Battiato)
06. Vernice fresca
07. La vita come viene (con Carmen Consoli)
08. La virtu’ dei limoni
09. Il paradiso non è per te
10. Galatea
11. Un cuore giovane (con Cesare Cremonini)
12. Il milione
13. La fine ed il principio (bonus track solo su i-Tunes)
pubblicato su:
http://www.italianotizie.it/?p=5607
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